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Quartiere Piano

Le prime notizie certe relative all’esistenza del Quartiere Piano nell’ambito della tradizione pirotecnica di S. Maria del Campo, si trovano in un documento del 1928 in cui si fa riferimento al tradizionale palio pirotecnico tra gli storici quartieri campesi Casalino, S. Tomaso e, appunto, il Piano.

Si può comunque affermare che la fondazione del Piano deve essere fatta risalire ad epoca anteriore al 1928, anche se non sono stati reperiti documenti al riguardo.

Notizie circa la storia più recente del Quartiere, dettate dalla memoria storica degli attuali abitanti, conducono all’immediato dopoguerra allorquando venne data vita ad un nuovo Comitato operante nella zona in fregio ai due lati della Via S. Maria, nel tratto compreso tra il rio Casarino (località Pontetto) e il rio Tangone.

Principali artefici di tale rinascita erano i cosiddetti “massari”, persone accomunate da un unico grande desiderio: portare avanti la tradizione pirotecnica del Quartiere in onore della Madonna, così come tramandata dai loro padri.

Tra i fondatori di tale rinascita non possiamo fare a meno di ricordare i nomi di Misenta Mario, Peirano Tommaso, Chiardi Dino, Lavagnino Felice, Canessa Benedetto, Franco Moltedo, Canepa Michele, Canepa Mario, Aste Giovanni, Macchiavello Amedeo, Bavestrello Giuseppe, Panizzut Luigi.

Dopo una breve parentesi in cui il Quartiere issava una simbolica bandiera tricolore, il Comitato decise di realizzare il primo vessillo ufficiale nell’anno 1953, la caratteristica bandiera di S. Giorgio con l’effige dipinta a mano di N.S. Assunta.

Il Piano, nonostante la limitatezza del territorio e del numero di abitanti, è sempre stato un acerrimo quanto leale avversario dei Quartieri Casalino e San Tomaso, con i quali la rivalità crebbe di anno in anno.

Molto sentita dalla componente più giovane del Quartiere, venne ripresa la tradizione dei “mortaretti”, secondo rituali ben definiti quali i cosiddetti “richiami” e le sparate in precisi orari della vigilia della festa.Sotto l’attenta guida degli “anziani”, i giovani precedevano al caricamento dei mortaretti e all’allestimento delle sparate seguendo tecniche consolidate nel tempo.

Particolarmente pittoresca e del tutto impensabile ai giorni nostri, la lavorazione della polvere pirotecnica per tale caricamento. La polvere pirica, allora venduta in grani, veniva schiacciata mediante sfregamento con una bottiglia di vetro fino a renderla polvere finissima e comunque tale da poter essere inserita nel foro di ogni singolo mortaretto.

Un momento folcloristico caratterizzante tale periodo era il “pranzo” del 16 agosto curato da Bavestrello Giuseppe (“Beppin”) e da Giovanni Penna. Piatto forte del menù era costituito da pasta in brodo di carne di gallina e di manzo, arricchiata con l’osso.
In buona sostanza un primo ed un secondo realizzato in maniera scientifica con buona pace del colesterolo e delle calorie. Indimenticabili le abbondanti macedonie con frutta di S. Maria, il tutto accompagnato da serene libagioni e da seriosi proclami circa i programmi per l’anno successivo.

Sede del convivio era l’osteria “Manuelo”, punto di riferimento non solo del Quartiere, ma di tutta la frazione.
La riunione conviviale si concludeva con una raccolta di fondi per le casse del Quartiere dalla quale venivano esclusi, per ovvie ragioni, quei ragazzi che avrebbero continuato negli anni a venire la tradizione del Quartiere.

Da allora in avanti la tradizione pirotecnica del Quartiere ha conosciuto momenti esaltanti e momenti meno esaltanti, come spesso accade in tutte le vicende dell’umana storia.

Altri “massari” si sono via via succeduti, tutti animati dallo stesso entusiasmo e spirito di abnegazione di chi li ha preceduti in un coinvolgimento generazionale sempre crescente.

Negli anni ’70 e negli anni ’80 il Piano ha raggiunto il suo massimo fulgore sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista dei risultati ottenuti nella competizione pirotecnica.

Parafrasando le parole del cronista che ha documentato la festa dell’Assunta del 1928, in tale periodo i Quartieri Casalino, San Tomaso e Piano dettero vita a grandiosi spettacoli pirotecnici e il Piano ebbe più volte ragione dei rivali con spettacoli in oggi forse irripetibili.

Esecutori di tali spettacoli erano due personaggi legati in maniera indissolubile alla storia più recente del Quartiere: Antimo Perfetto di S. Antimo (Na) e Raffaele Liccardo da Mugnano (Na), indimenticato fuochista in camicia bianca e pantaloni neri, ideatore della celeberrima “bomba sole” che illuminava a giorno S. Maria la sera di ferragosto.

Altrettanto apprezzabili, seppur di portata più limitata, gli spettacoli allestiti dal Quartiere prima degli anni ’70 ed eseguiti da pirotecnici in auge in quel periodo quali i F.lli Farinaro (napoletani trapiantati in quel di Caperana), i F.lli Leverone di Cicagna e Mosto di Recco.

La tradizione pirotecnica del Piano si interruppe nel 1987 quando un incendio (forse provocato da un tizzone) durante lo spettacolo del 15 agosto danneggiò alcune baracche all’epoca presenti dietro la chiesa parrocchiale, incendio che diede origine ad una lunga vertenza presso il Tribunale.

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