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7° Raduno delle Confraternite

I quattro Secoli...

L’anno 2004 per la nostra Arciconfraternita è stato particolarmente significativo.
Si è raggiunto il traguardo dei quattrocento anni dalla sua fondazione risalente al lontano 1604 e l’Arciconfraternita è riuscita a mantenere inalterata la sua validità nella fedeltà ai principi dettati dagli statuti e prima ancora dalla Dottrina della Chiesa, pur adeguandosi alle mutate condizioni sociali, economiche, culturali e recependo il chiaro messaggio conciliare finalizzato ad un ruolo sempre più significativo dei fedeli laici nella vita della Chiesa.

Con i suoi seicento iscritti continua ad essere parte integrante della nostra Parrocchia, connaturata alla medesima, sarebbe del tutto fuorviante e riduttivo circoscriverla, delimitarla alla presenza ufficiale, peraltro significativa, nelle processioni e nei funerali, all’organizzazione delle Sacre Quarantore e della Festa della Natività preceduta da una Novena particolarmente seguita..

Infatti tutti i movimenti, i gruppi parrocchiali sono comunque riconducibili alla Nostra Associazione: dalla cantoria, alle catechiste, dal campanaro alle “missionarie” alle “priore” ai giovani e la nostra Arciconfraternita sotto la guida del nostro Parroco cresce di pari passo con la realtà Parrocchiale.

La nostra Arciconfraternita conta anche tanti iscritti che risiedono al di fuori della nostra Frazione e con i quali abbiamo instaurato un rapporto di cordiale e feconda amicizia, sotto l’egida dei rispettivi Parroci, cementato da incontri e movimenti di vita comunitaria da quello in occasione del Corpus Domini alla ormai tradizionale gita pellegrinaggio che di anno in anno riscuote sempre più consensi ed adesioni.

Santa Maria del Campo
Domenica 10 ottobre 2004

Arriviamo ora a Domenica 10 ottobre 2004 in modo da rievocare quella che è stata la giornata più significativa: il 7° Raduno delle Confraternite Diocesane nella nostra Santa Maria come non ricordare la seguitissima e composta processione con la lunga teoria di argenti crocifissi, i colori dei tabarri delle varie Confraternite, le parole del nostro Vescovo Mons. Alberto Tanasini per la prima volta in visita nella nostra Parrocchia, l’omaggio al suo predecessore Mons. Alberto Maria Careggio, le riflessioni del Delegato Vescovile Don Massimiliano Pendola, gli altri qualificati interventi, il ricordo dei nostri predecessori defunti, la nostra bella scalinata ben adornata per la celebrazione, la cassa precessionale della Vergine N. S. di Caravaggio portata per la prima volta dai nostri Confratelli in divisa e tanti altri flash di una giornata di fede veramente speciale vissuta in comunione e fraternità.

Che Maria, così venerata nella nostra terra, continui a proteggere ed a rendere sicuro il cammino nostro, delle nostre famiglie e della nostra antica Istituzione.

Omelia di S. E. Mons. Alberto Tanasini in occasione del nostro Raduno Diocesano

“ Prima di soffermarmi sulla riflessione riguardo la parola di Dio appena ascoltata, voglio rispondere ai saluti che mi sono stati fatti. Saluto tutti i presenti a cominciare dalle autorità che hanno, con la loro presenza, sottolineato l’attenzione verso il mondo delle Confraternite, che ha rilievo certamente oltre che religioso anche civile e sociale.

Ringrazio il Sindaco di Rapallo per le parole di benvenuto e ringrazio per gli atteggiamenti di benvenuto.
Saluto gli ospiti, membri del Priorato Ligure; la loro presenza mi ricorda la partecipazione ad uno degli ultimi raduni delle Confraternite a Genova, quando celebrai per loro sulla piazza di Carignano.
Rimangono negli occhi e nel cuore quei momenti ma , ripeto, sono qui come genovesi ma come responsabili di tutte le Confraternite.

Saluto con molto affetto il parroco Don Luciano; per la prima volta, non lo voglio dimenticare, celebro qui a Santa Maria del Campo.

Saluto il Priorati della mia Diocesi, complimentandomi ancora perché, l’ho detto prima a loro, è un Priorato giovane e questo è un significato molto importante per la vita delle Confraternite, per il futuro delle Confraternite e dunque anche per la vita della nostra Chiesa.

Grazie per l’accoglienza e per tutto quello che è stato fatto da parte della Confraternita che ci ospita, non posso che complimentarmi per questo compleanno centenario che stanno celebrando. Mi unisco a loro e mi riservo di poter rinnovare questo auguri. Saluto tutti voi Confratelli delle nostre Confraternite del Tigullio.

Saluto tutti voi, non potevo mancare a questo appuntamento, ho voluto proprio con puntiglio la possibilità di incontrarvi. Vi ho visto nelle feste, Confraternita per Confraternita, vi ho salutato, ma questa è l’occasione per salutarvi tutti insieme e per mettere in evidenza l’affetto che il Vescovo ha per le Confraternite e per i confratelli, la fiducia la speranza che ripone su di voi.

Ed è proprio con questo sentimento che vi propongo una breve riflessione sulla parola di Dio ascoltata.

Ecco voi mi sentirete spesso sottolineare il valore di quello che voi portate, cioè il patrimonio di tradizione che vi contraddistingue, che è unico; e nello stesso tempo la richiesta che teniate viva non soltanto la manifestazione esterna di queste tradizioni ma che teniate vivo lo spirito, quello che ha animato il vostri fondatori dai tempi antichi, quello che ha suggerito i gesti e dunque ogni gesto, ogni espressione, voglia testimoniare quello spirito.

Ecco voi mi sentirete spesso invitarvi a questo e oggi questo invito viene dalla parola di Dio, è la parola della domenica; non è stata scelta apposta, forse ci ha colpito se abbiamo potuto seguire il racconto dell’ultima parte dell’episodio che riguarda Siro, il generale Siro, che lebbroso si presenta al profeta Elia per essere guarito.

Cosa colpisce? Il fatto che voglia raccogliere la terra di Israele, portarsela a casa sua, perché soltanto lì potrà ormai lodare Dio, perché questa terra sarà il segno del suo legame col Dio che ha incontrato, col Dio di Israele, il Dio vivente al quale soltanto potrà, d’ ora in avanti, dare gloria.

Questo segno della terra mi sembra che sia un segno immediatamente percepibile.

Le Confraternite hanno un legame particolare con la terra, intendendo per terra i nostri paesi, le nostre Parrocchie, i valori più profondi che le contraddistinguono, le radici di fede che animano queste nostre Comunità; e la parola di Dio ci dice anche che questa terra è importante perché li si deve dare lode a Dio.

Ecco quello che dicevo poco fa: tutto quanto noi facciamo, quel patrimonio che noi custodiamo, deve essere in funzione della lode a Dio dell’olocausto offerto a Lui.

Noi vogliamo far sì che dai nostri paesi della nostra terra benedetta si elevi sempre la nostra preghiera. Ecco il nostro compito.

La seconda riflessione la suggerisce l’apostolo ricordando che Gesù Cristo dalla stirpe di Davide è resuscitato da i morti secondo il Vangelo.

Queste croci che voi portate qui e nelle processioni, queste croci che costituiscono sempre oggetto di meraviglia perché è unica questa testimonianza, sono la croce che porta Gesù Crocifisso, ed esprimono la gloria del Signore risorto. I canti, gli argenti, l’arte che circonda il Crocifisso, parlano della Resurrezione, della gloria del Signore; il nostro elevare, il vostro elevarle, e portarle alte parla di Gesù che Crocifisso è glorioso, è risorto, è una testimonianza di fede.

Ma attenti, questa testimonianza di fede deve essere profonda, un incontro con Lui: se viviamo con Lui vivremo anche con Lui.

Quando portate il Crocifisso e fate quella grande fatica, ci pensate mai se moriamo con Lui, vivremo con Lui?
Uniti a Lui, dunque, non soltanto portatori esteriori ma attaccati a Lui per vivere con Lui, se con Lui persevereremo, con Lui anche regneremo.

Portiamo questi pensieri nel cuore, siamo i pensieri che alimentano il nostro rapporto con il Signore, un rapporto interiore e non solo esteriore; ma sono convinto che questo sia il vostro cuore, l’ho potuto constatare nella preghiera attenta che ho ascoltato durante le processioni alle quali ho partecipato.

E allora questo incontro con il Signore sia l’incontro della salvezza. Noi siamo come i nove che pur guariti non sono tornati, siamo come il samaritano che, tornato, non solo ha ringraziato ma ha portato a compimento la sua fede.

La nostra salvezza è proprio quella del ritornare sempre al Signore e dare gloria a Dio. Questo ci ha chiesto la parola di Dio. Questo certamente vivremo oggi qui.

Questo vogliamo vivere nella quotidianità della vita confraternale."

 

Guarda alcuni monenti di quel giorno

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